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Noi, Alfredo e il minimo che andava fatto

Ci sono situazioni in cui il precipitare degli eventi rende tutto estremamente chiaro, senza bisogno di interpretazioni: i 100 giorni di sciopero della fame di Alfredo Cospito sono una di queste. Non c’è tempo per i giri di parole, i mille compromessi, le opportunità.
Abbiamo quindi agito animatə dall’urgenza e della rabbia, siamo scesə in corteo e ci siamo presə qualche metro in più, convintə che ora o si fa un passo oltre o si rimane schiacciatə. Ce lo insegna Alfredo, con la forza e la determinazione di chi mette in gioco tutto quello che gli resta per lottare contro gli abomini del 41 bis e dell’ergastolo ostativo.
Agiamo non per gioco o compromessi, ma proporzionalmente alla gravità della situazione, senza farci spaventare da qualche limitazione questurina e dai loro dispositivi di sicurezza. E anche su questo qualcosa bisognerà dirlo: perché negli ultimi anni, anche a seguito delle mobilitazioni no green pass, le prescrizioni in questa città sono sempre più assurde e restrittive, con motivazioni ormai sempre più pretestuose (ad esempio lo shopping…), impedendo di fatto di portare idee e voci differenti nel centro-vetrina del decoro e del turismo.

Abbiamo quindi bloccato la città e siamo andatə oltre, perché un uomo è murato vivo nelle gabbie medievali dello stato. Abbiamo salutato i detenuti del carcere, perché sappiamo quanto siano vergognose le condizioni di vita nelle galere. Abbiamo urlato per il centro sonnecchiante perché tutti devono sapere e nessuno possa dire, dopo, che non c’era niente da fare.

Abbiamo fatto quel che andava fatto e continueremo a farlo.

Alla persecuzione dello stato, alla sua repressione, alle limitazioni della libertà di manifestare, rispondiamo colpo su colpo. Per l’abolizione dell’ergastolo ostativo e del 41bis!

FUORI SUBITO ALFREDO DAL 41BIS

Alcune compagne e compagni

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Morire di pena, piattaforma per l’abolizione di ergastolo e 41bis

Abbiamo sottoscritto la piattaforma “Morire di pena, piattaforma per l’abolizione di ergastolo e 41bis”, una campagna di sensibilizzazione e rivendicazione che punta all’abolizione di questi due istituti e dei circuiti speciali di detenzione. Vi invitiamo a leggerla e a condividerla: https://abolizioneergastoloe41bis.wordpress.com/…/arti…/
Vi ricordiamo anche l’appuntamento di questo sabato 28 gennaio: un corteo con partenza alle 15 in Campo San Giacomo in solidarietà con la lotta di Alfredo Cospito, che oggi si trova al 99esimo giorno di sciopero della fame.
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Torniamo nomadi ma non ci fermiamo

A inizio novembre annunciavamo che il popolo nomade della Burjana sarebbe approdato per un po’ in vicolo delle Rose 1. Qui abbiamo affrontato il primo freddo dell’inverno con tre mesi di intensa attività: i martedì Burjana hanno alternato momenti di socialità e djset a presentazioni di riviste, proiezioni, raccolte fondi per sostenere realtà non-profit e militanti e la ciclofficina popolare Scontrosa Graziella. È partito il progetto Burjana Hardcore per riportare in città musica dal vivo, abbiamo ospitato assemblee e aperitivi dei gruppi cittadini organizzati dal basso contro il progetto dell’ovovia.

Ma da troppi anni fare socialità, eventi e attività culturale e politica a Trieste è ostracizzato in massima misura, mentre il turismo di lusso sottrae sempre più territorio a chi in città ci abita. Nel nome del decoro, chi vuole proporre percorsi culturali diversi dal semplice aperitivo al baretto viene soffocato in denunce e chiamate alla polizia: è quello che è successo a noi.

Posto che le scelte fatte riguardo lo spazio di Vicolo delle Rose non dipendono solo da noi, siamo quindi costrett* a migrare nuovamente.

Ma non ci fermiamo! Continuate a seguirci per scoprire dove continueranno le nostre attività, che siano outdoor o ospitat* da altre realtà (in attesa di avere una casa più stabile, a cui stiamo lavorando).

OGGI MARTEDÌ 17 GENNAIO NIENTE BURJANA,
SOLO PIOGGIA E UN PO’ DI AMAREZZA.
METEO PERMETTENDO, PORTEREMO BURJANA MARTEDÌ PROSSIMO, 24 GENNAIO, IN PIAZZA TRA I RIVI A ROIANO.

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In città contro il 41bis e l’ergastolo ostativo

Anche oggi abbiamo fatto un giro in città per ricordare che una persona è in sciopero della fame da 79 giorni contro il regime del 41 bis, in cui è stata confinata dallo stato (ministero della giustizia, Direzione nazionale antimafia e terrorismo, tribunale di sorveglianza) per pura vendetta. Nel silenzio generale c’è chi rischia la propria pelle per battersi contro la tortura, per rompere le mura di silenzio di questo dispositivo infame. Alfredo Cospito, militante anarchico, sta lottando per tutti/e noi, contro la tortura di stato, l’ergastolo ostativo e il 41 bis. Il minimo che possiamo fare è raccontare la sua lotta e diffondere le iniziative di solidarietà.

Contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo!
Al fianco di Alfredo e di tutti i militanti rivoluzionari!
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Bimb* alla Burjana!

La Burjana vuole essere uno spazio veramente inclusivo. Per questo non solo lavoriamo ogni giorno per renderlo sempre più libero da comportamenti machisti, razzisti, omolesbotransfobici e in generale libero da ogni discriminazione, ma vogliamo anche permettere a tutte e tutti di poterlo attraversare. Perciò negli eventi a venire, a partire dal concerto di questo sabato allestiremo uno spazio dedicato a bimbe e bimbi, dove possano stare a loro agio e in sicurezza.


Chiedeteci quando arrivati in sede!
[Attenzione: non è un baby park, è autogestione collettiva!]

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Avvistamento striscione arrampicante sul Carso

Oggi qualcun* ha deciso di esprimere la sua contrarietà allo stupido e dannoso progetto dell’ovovia, proprio nell’ambiente che verrebbe distrutto dalla sua costruzione.
Ci vediamo lunedì davanti al comune alle 18.30, per difendere dalla devastazione il territorio in cui viviamo!
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Ciao, Claudio [Gruppo Germinal]

Condividiamo le parole delle compagne e compagni del Gruppo Anarchico Germinal per salutare Claudio Venza, un compagno e amico di tuttx noi.
I funerali si svolgeranno sabato 5 novembre al cimitero di Trieste dalle 11:30. Alle 13 ci sarà il momento dei ricordi e dei canti.

Ciao Claudio

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Da San Giacomo a Roian – Abbiamo un tetto! (autunno/inverno Burjana)

Fin dai suoi inizi, quello della Burjana è stato un popolo nomade. Non è esattamente una scelta: il nostro primo obiettivo era ed è quello di aprire un nuovo spazio in città, ma le democratiche leggi del mercato (e quelli che sono, in ultima istanza, i loro garanti, le forze dell’ordine) ci hanno impedito finora di raggiungerlo. Non per questo ci siamo arrese: la Burjana Outdoor e la Pandemonio Street Parade sono state esperienze – brevi ma intense – che dimostrano come la necessità di una socialità diversa, di un’aggregazione indipendente dai circuiti commerciali, non ha per forza bisogno di quattro mura. Complice l’estate, abbiamo recuperato a San Giacomo un piccolo angolo della città, rinforzando e stringendo legami con tante persone, alcune già conosciute e altre nuove. Abbiamo sviluppato discorsi – mirati all’azione – di cui si parla poco in città, come la critica dal basso ai dannosi modelli rappresentanti dalla gentrificazione del centro, dalle grandi navi e dall’ovovia (qualcuno ha detto nuove forme di capitalismo estrattivista?).

Ma il vento cambia, le serate si fanno più fredde, e noi non vogliamo fermarci. Per azzardi del destino ci è stata offerta la possibilità di condividere lo spazio di Vicolo delle Rose 1, a Roiano, con il circolo Zeno. Abbiamo accettato volentieri, e quindi per un po’ stabiliremo lì la nostra casa e da lì organizzeremo le nostre attività. Ma non ci vogliamo rintanare: concepiamo la Burjana – dovunque essa sia – non solo come uno spazio nel quale creare politica e cultura antagonista, ma anche come un punto di partenza per muoverci nel mondo.

Segnatevi questa data: martedì 8 novembre. Quel giorno apriremo le porte della nuova sede della Burjana, con lo spirito di sempre e con la grinta del domani; per stare assieme, riflettere, organizzarci, agire, partendo da quello che vorremmo uno spazio sicuro per tutte. Torna la Burjana, vi aspettiamo!

[No fasci, No machi, No sbirri]

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Pandemonio su Trieste – GRAZIE!

Abbiamo percorso la città assopita dello shopping e degli aperitivi composti, con un impianto musicale gargantuesco e la fantasia ribelle di chi rifiuta di lasciarsi addomesticare dal conformismo. Lo abbiamo fatto per stare assieme nella città in cui viviamo, per meravigliarci di una socialità altra, capace di distruggere stigma e giudizi.
Sfacciatə, irriverenti, frastornanti, confusionariə: sabato abbiamo suonato, urlato e ballato la nostra idea di città, libera da ogni oppressione, sfruttamento e gentrificazione.

Abbiamo letto i commenti piccati di Trieste Café, cioè la voce sponsorizzata del Comune, le dichiarazioni dell’ex assessore al turismo Maurizio Bucci (quello del valzer quasi più grande del mondo in piazza Unità, condannato in cassazione per l’inchiesta sui rimborsi facili) e l’indignazione dei paladini del “decoro”. Tutto ciò ci ha strappato una risata, e ci conferma che abbiamo scelto le strade giuste.

Quindi grazie a tuttə, a quellə che ci sono statə, a quelle che avrebbero voluto esserci e che ci saranno le prossime volte.

Grazie a chi ha aiutato a costruire la bellissima line up musicale: a Michele, a Eryka e Gabriellina, a Jacopino, a DJ Kitsch, a Ficus Tabasco, a Npo Psico e TabaT, a Babi, Frau e a LüūüD. (Grazie anche a tuttə quellə che si sono propostə di suonare, nella città che ci piace ci sarà spazio per tuttə).

Grazie al meraviglioso Stefano per la sensibilità e la qualità del supporto tecnico.

Grazie a Non Una Di Meno e Smarza Pride per la sinergia nel costruire e mantenere uno spazio sicuro, sempre e ovunque.

Grazie al Kraken, che ha ballato con noi fino al mattino la danza propiziatoria del naufragio delle crociere.

Bravi anche i metronotte.

Ci rivediamo prestissimo!

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Un altro morto al CPR // Dateci il nome, vogliamo entrare, facciamoli uscire

OGGI ore 15 tutt* a Gradisca

Un altro morto al CPR.
Dateci il nome, vogliamo entrare, facciamoli uscire.

C’è bisogno di una grandissima presenza solidale domenica 4 settembre alle 15:00 davanti al CPR di Gradisca. Chiediamo massima diffusione e una reale presa di responsabilità a tutt*.

Di fronte alle parole indecenti della garante, di fronte all’inerzia delle istituzioni in seguito a quest’ennesima morte, questa volta pretendiamo di entrare.

Vogliamo vedere con i nostri occhi quel centro di morte. Vogliamo sapere, perché nessun altro – garanti, associazioni, istituzioni – ha voluto rompere quel muro infame.

Pretendiamo l’ingresso di una DELEGAZIONE CITTADINA NEL CPR, e per farlo dobbiamo essere in molt*.

Il centro è in rivolta. Le persone detenute ci chiedono a gran voce che ci siano parlamentari e giornalisti. Facciamo un appello a tutt* di mobilitarsi ed esserci.

Esigiamo che quelle mura crollino, finendo di produrre discriminazione, violenza e morte.

NO SILENZIO E OMERTÀ. FREEDOM, HURRIYA, LIBERTÀ